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QUELL’ INSOSPETTABILE CASALINGA DI CRISTINA

QUELL’ INSOSPETTABILE CASALINGA DI CRISTINA
Guardo scendere la sabbia dalla clessidra posizionata sulla mia scrivania. Tempus fugit… Si, è l’unica cosa che perennemente mi manca: il tempo.
Sono un Architetto toscano piuttosto conosciuto nella mia città; il lavoro per fortuna non mi manca. Io e mia moglie Silvana viviamo da soli, non avendo figli, in una bella villetta con annesso il giardino. Lo studio si trova in un piccolo appartamento adiacente all’abitazione principale sempre all’interno della proprietà. Ogni giorno molti clienti mi vengono a trovare per discutere di progetti più o meno complessi. Io e mia moglie, anche lei piuttosto impegnata professionalmente, non abbiamo assolutamente tempo per stare dietro alle faccende domestiche.
Si decide ad un certo punto di assumere una cameriera che ci possa aiutare a mantenere pulite ed in ordine sia le case che il giardino. Ma dove trovarla?
Ogni domenica in un paesino vicino si tiene un mercatino. Io e Silvana andiamo spesso a visitarlo. Adoriamo curiosare tra le bancarelle. Si trova sempre qualcosa di carino.
Un giorno ci fermiamo a parlare con la signora che gestisce una bancarella dove spesso mia moglie si ferma a fare degli acquisti e così veniamo a sapere che sua sorella Cristina, essendo un attimo in difficoltà dal punto di vista economico, cerca un impiego come cameriera. Lei da sempre fa la casalinga e quindi non ha mai lavorato. Io e Silvana ci guardiamo… perchè no?
Bene, che venga domani da noi, le dico e vediamo cosa si può fare.
L’indomani sono davanti al computer nel mio studio quando squilla il telefono. E’ Silvana. Giovanni, ho qui Cristina, te la posso mandare o sei impegnato? No, tranquilla… falla venire, sono un attimo libero.
Poco dopo entra nello studio una donna sui cinquantacinque anni, vestita sobriamente, capelli di un castano chiaro che arrivano sino alle spalle, trucco leggero, non tanto alta. Nel complesso piacente ma niente di speciale.
Come mia abitudine le dò subito del tu e mi presento: piacere Architetto Giovanni… il piacere è tutto mio mi risponde. Mi chiamo Cristina. Mi deve perdonare ma non riesco a darle del tu… Se non le dispiace la chiamerò in futuro signor Gianni. Va bene, fai come ti senti più a tuo agio le dico.
Mi racconta che ha quattro figli e suo marito, essendo muratore, non ha una paga sufficente per mantenere una famiglia così numerosa. Siccome i figli sono ormai cresciuti, si è decisa a dare una mano lavorando anche lei.
Le spiego i suoi compiti e l’orario di lavoro, per la verità piuttosto flessibile. Stabilito infine il compenso economico, ci salutiamo.
A cena parlo con Silvana di questa donna. Ad entrambi convince e così decidiamo di farla iniziare a lavorare questo lunedì.
Cristina da subito si è dimostrata una valida collaboratrice. Seria e precisa, lavora in modo soddisfacente. Le due case sono sempre pulitissime, il giardino in ordine e per di più spesso ci prepara sia il pranzo che la cena. Ogni tanto ci delizia con dei dolci di sua produzione.
Non ho mai pensato di trombarla perchè non mi sembra il tipo di donna a qui piace scopare. Poi con quattro figli… no, non è proprio il caso!
Però, non sò perchè, ma alla lunga comincia a piacermi. Così, passato qualche mese, inizio a corteggiarla. I miei complimenti, con il trascorrere del tempo, diventano sempre più frequenti. Le prime volte arrossisce sorridendo, abbassando contemporaneamente lo sguardo. In seguito comincia a notare le occhiate che le lancio, occhiate sempre più cariche di interesse mentre lei diventa ogni giorno più sicura di sè.
Comincia a vestirsi in modo sempre più provocante finchè un giorno mi arriva in studio con un vestito molto corto nero con stampati fiori rossi e foglie verdi. Calza dei sandali con zeppa. Le unghie dei piedi sono laccate impeccabilmente di rosso. Gran belle gambe penso.
Ad un certo punto si tira via le scarpe e si inginocchia per pulire con uno straccio il parquet. Naturalmente il mio sguardo cade sul suo bel culo. Ma… ma è senza slip! Siii, vedo le grandi labbra perfettamente depilate e l’interno delle sue belle cosce. Incredibile! Mi stà invitando a scoparla! A sua insaputa s**tto con il cellulare un paio di foto perchè la scena è troppo arrapante.
Cristina… si signor Gianni, mi dica. Può venire un attimo vicino a me? Si alza e si avvicina scalza alla scrivania. Ho notato che indossi un bellissimo perizoma… è il modello che mi piace di più! Dicedo questo alzo con l’indice il bordo della sua mini. Mi appare subito la “micia” in tutta la sua bellezza! Mi alzo dalla sedia e le dico: sei splendida! Trova signr Gianni? Io neanche le rispondo e la bacio alla francese mentre il mio dito medio comincia ad esplorarla intimamente. E’ bagnatissima la porcona!
Ti desidero follemente le dico. Lei sospira ad occhi chiusi mentre le bacio il collo e le mordo il lobo dell’orecchio. Che profumo sensuale che hai.
Signor Gianni… tenta di difendersi con un filo di voce. Io nel frattempo mi slaccio la cintura e mi calo pantaloni e slip. Ho una perfetta erezione. A questo punto, senza dire una parola Cristina si inginocchia e comincia a succhiarmelo. Dio mio che entusiasmo penso, questa non fà un pompino da chissà quanto tempo! Come mi stringe bene i coglioni! Che libidine!… Ormai ho perso il contollo… le dico di alzarsi, le sfilo il vestito. Sotto è completamente nuda! Non ha neanche il reggiseno. Ora ho davanti a me due tette ( sicuramente una IV° ) da sballo e due capezzoloni che sembrano dirmi: succhiami, succhiami!… Quanta roba! Subito mi metto a palparle a piene mani; quindi le succhio avidamente entrambe mentre lei contemporaneamente mi sega. Ad un certo punto le dico: ora girati, ti voglio! Ubbidiente, Cristina si gira e si mette a 90° sulla scrivania. Le allargo leggermente le gambe e glielo metto in un sol colpo tutto dentro la fica. E’ talmente bagnata che li per li mi sembra di andare “a vuoto”. Poi, comincio a montarla sempre più velocemente. La sento rantolare… le piace da morire… Si, questa donna è in forte astinenza di cazzo! Ora ci penso io a farle recuperare il tempo perduto.
Dopo aver “trapanato” a dovere la sua fica mi fermo. Predo dal cassetto della scrivania un lubrificante e le sussurro all’orecchio: ora tocca al tuo spendido culo prendere la sua razione di cazzo. Si gira e sorridendomi mi dice: signor Gianni, la prego, mi sfondi il culo! Questa penso, continua incredibilmente a darmi del lei anche in questi momenti! Dopo aver lubrificato sia il cazzo che il suo buchino, appoggio la cappella sul suo sfintere e lentamente faccio scivolare il mio membro tutto dentro fino alle palle. Inizio quindi ad andare su e giu. Lei si sgrilletta a tutta forza lanciando ogni tanto degli urletti. Qualche secondo e viene sconvolta da un forte orgasmo che la fa tremare tutta.
Poco dopo sento che è giunto anche per me il momento di godere. Ancora qualche deciso colpo di reni e le innondo le viscere di sborra! Aahh!… che goduria!
Esausti, ci sediamo sul pavimento. Sei da molto che non scopi, vero Cristina? Si… mi risponde stringendomi forte la mano e guardandomi intensamente negli occhi. Non ti preoccupare, ci penso io a te. Da oggi in poi avrai la tua razione giornaliera di cazzo.

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