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Al balcone dell’hotel

Al balcone dell’hotel
Ciao Silvana, come stai? Tutto bene? Ieri notte com’è andata?”
“Si. Tutto bene Lidia. Ieri notte è stata come al solito. Lui è rientrato ma niente sesso. Ne ho una voglia che non ti dico”
“Tuo figlio come sta? Mi piacerebbe fare due chiacchiere con lui”
“Non è casa ora. Tornerà nel pomeriggio e mi ha detto pochi minuti fa al telefono che sarà molto impegnato”
“Ti ho chiamato anche per dirti che stasera vado fuori con mio marito e torneremo domani. Lui ha una conferenza e mi vuole con sé. Ho l’impressione che sarà una palla come poche! Ma non posso farne a meno perché vanno anche altre mogli e mi ha chiesto esplicitamente di essere con lui. Certo che avrei voluto essere con te ma per questa volta dovrò farne a meno”
La telefonata di Lidia a Silvana terminò praticamente lì e non approfondirono ulteriormente le loro confessioni intimissime.
La sera Lidia partì in auto con il marito e durante il viaggio di circa un’ora non fecero nessun accenno al sesso ma solo al meteo che era stravagante in quel periodo primaverile ed alle telefonate con Silvana che erano diventate più frequenti. Il marito di Lidia le chiese del perché avesse tagliato i capelli così corti e le disse che gli stavano benissimo dandole un look unico molto piacevole che avrebbe senz’altro attirato l’attenzione di altri colleghi presenti alla conferenza. Lui si disse anche molto orgoglioso che lei l’avesse accompagnato “Spero che abbia portato degli abiti che ti valorizzino!”
“Stai tranquillo, non ti deluderò!” gli rispose Lidia.
La sera a cena Lidia indossò un abito che sembrava uscire da una sartoria della ‘belle époque’. Le stava benissimo. Sembrava fatto sul suo corpo. Abbondava di veli e tessuti molto leggeri e morbidi con ampia scollatura ma non indecente. Le calze scure 10 den e le scarpe a tacco alto le davano un aspetto unico ed affascinante. I colleghi del marito le si fecero introno per godersi la sua immagine ed anche i profumi che indossava. A lei piaceva un collega del marito che non era tanto giovane ma aveva un fascino unico e se avesse potuto farlo lo avrebbe sedotto sede stante.
L’hotel era fuori città ed alla reception avevano loro dato una bellissima suite al terzo piano di quel lussuoso albergo. Dal terrazzo si godeva un panorama incantevole e l’indomani mattina Lidia era uscita sul balcone della stanza dopo aversi fatto un bagno con dei sali profumati, godendosi delle coccole dell’idromassaggio. Ora era lì fuori con l’accappatoio addosso, sul balcone, a sorseggiare dello spumante e a guardare suo marito chiacchierare con i suoi colleghi due piani sotto in un ampio patio.
Ovviamente chi stava sotto non vedeva lei che era sul balcone ma lei sì.
Era bello vedere il marito parlare con personalità del suo campo ed essere al centro dell’attenzione che significava che era una personalità e che ciò che esprimeva era interessante. Lidia si sentiva fiera e fortunata.
Forse a causa dello spumante bevuto di mattina in un’ora inusuale per lei bere quel vino, ma lo stare lì sul balcone per lei era diventava eccitante. Sentiva tra le mie gambe divampare il calore della sua figa.
Sotto l’accappatoio non indossava niente e quindi per la sua mano fu semplice scivolare tra le gambe per giocherellare un po’ con le già umide labbra della figa.
Avrebbe desiderato che Silvana fosse lì con lei a raccogliere ciò che gocciolava dalla figa ma si accontentava delle dita che scivolavano tra le labbra, entrando e uscendo dalla figa che chiedeva a gran voce un cazzo duro.
La lingua di Silvana era un’altra cosa ma un pensiero le tornò in mente: si materializzò nella mente la situazione del cinema. Si immaginava che il marito fosse con lei ed anche quell’uomo sconosciuto che era con suo marito lì sul patio e che aveva conosciuto la sera prima nella cena conviviale.
L’eccitazione era tanta e per cercare di calmarla a Lidia è venuto in testa di mettersi sul balcone alla pecorina con lo sguardo rivolto verso il basso e masturbarsi ferocemente e per farlo aveva sollevato l’accappatoio sulla schiena scoprendo il culo. Nella sua mente ricordava i momenti in cui al cinema uno degli sconosciuti si era divertito ad infilare le dita nel suo culo prima di penetrarla ed avrebbe desiderato ripeter quell’esperienza anche lì in hotel. La sua speranza era che entrasse qualcuno e la scopasse.
Le sue dita scivolavano velocemente titillando il clitoride quando da dietro, due forti mani si posarono sui suoi fianchi.
Sul momento Lidia si spaventò ma eccitata com’era non fece caso; desiderava ripetere l’esperienza del cinema e le sembrava di essere in un sogno.
Per un istante ha pensato che fosse suo marito, ma tenendo gli occhi socchiusi lo vedeva di sotto a parlare.
Non si chiese chi fosse dietro di lei ma dal modo in cui le stava palpando il culo era poco importante. Era ciò che desiderava e di chi fossero quelle mani non aveva importanza anche se pochi metri sotto di lei c’era il suo legittimo marito. Nella mente le passò anche l’idea che fosse lui a toccarla e che la visione fosse un misto tra la realtà ed il sogno ma la voglia di cazzo era così tanta che non era importante a chi appartenessero le mani.
Quelle mani erano forti e delicate e passavano sui glutei esposti in modo osceno come se fosse una bestia alla monta. Le dita non tardarono ad andare sulla figa allargando i glutei e le grandi labbra per dare spazio ad una lingua calda che cominciò a muoversi tra le labbra stuzzicando il clitoride.
Lidia era in estasi, si sentiva come una puttana esposta in un balcone durante un accoppiamento. Le piaceva quella sensazione perversa con il suo lui sotto di lei che discuteva con i colleghi ed uno sconosciuto che neanche sapevo che faccia avesse che le stava leccando la figa.
Il marito da sotto ogni tanto la guardava salutandola e lei nonostante fosse in preda ad orgasmi in successione aveva la forza ed il coraggio di ricambiare con la mano mentre la lingua le leccava la figa succhiando tutto il suo piacere.
Mentre lo sconosciuto la leccava, un grosso dito premeva sul buco del culo, proprio come aveva fatto un altro sconosciuto al cinema ma ciò che l’eccitava di più era la situazione che la vedeva fare sesso con un uomo tradendo colui che l’ha portata lì in quel luogo e che ora è al piano di sotto e che la saluta mentre lei si scioglie nella lussuria di un rapporto clandestino con una persona misteriosa.
Mentre il dito si faceva strada dentro il suo culo, una cappella dura e calda si strofinava sulla figa e tra le chiappe ed il respiro del maschio che la montava si faceva eccitato e veloce.
Il glande è poi scivolato tra le grandi labbra penetrando la figa fino a sparire al suo interno.
Lidia ha allargato le gambe offrendo tutto il suo culo e la figa a quel cazzo voglioso che voleva sentire dentro di sé. Sentiva che spingeva fino a quando non trovò il fondo ed allora lei si disse che lui era arrivato al fondo riempiendola completamente.
Lui le teneva la testa ferma in modo che non si voltasse e quindi ed a lei ciò andava bene; voleva sentirsi femmina, troia e montata come un’a****le ma non voleva vedere in volto il suo maschio.
Quel cazzo era caldo e grosso e usciva e rientrava velocemente, il corpo di quell’uomo sbatteva contro il suo culo.
Lidia aveva le tette nude che ballavano mentre sorrideva al marito dal balcone e mentre quel meraviglioso cazzo la trivellava nella figa ed il dito continuava ad entrare e uscire dal suo ano.
Lidia si sentiva così sporca e puttana ed era sinceramente eccitata da morire.
Poi l’orgasmo dello sconosciuto esplose dentro di lei ed avvertì con estremo piacere che il cazzo pulsava mentre rilasciava la sua calda e densa sborra nella vagina.
Le sue mani dell’uomo la stringevano forte tenendola per i glutei mentre lui travasava il suo piacere in lei e rallentava i movimenti muovendo il suo cazzo lentamente.
Era una sensazione divina.
Con lei che guardava dal balcone lui restò dentro di lei fino a quando il sesso non scivolò fuori moscio.
Il marito di Lidia le sorrideva e lei gli mandò un bacio con la mano mentre sentiva la sborra gocciolare sul pavimento del balcone e scivolare sulle cosce.
Lui si allontanò da lei e la pregò di non voltarsi.
Nell’uscire dalla suite le disse “Mi sei piaciuta anche oggi. Al cinema è stato meraviglioso ed ora anche di più. Sei meglio di tante escort di lusso perché godi veramente ed in abbondanza. Ora ti lascio ma tu non voltarti. Mi farò vivo io al momento opportuno”
Lidia restò come fulminata e l’eccitazione riprese. Ora aveva bisogno di essere scopata ma stavolta dal marito.
Al rientro in città sicuramente Silvana nel sentire dell’accaduto non l’avrebbe creduta.
Gli avvenimenti erano troppo fantastici per essere reali.

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