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Il ditalino di Alice

Il ditalino di Alice
Alice,18 anni appena compiuti, da diverso tempo aveva scoperto il piacere solitario della masturbazione e anche tre volte o più volte al giorno si dedicava a questa dolce operazione. Le sue ore preferite erano al mattino prima di levarsi dal letto, dopo pranzo e poi la notte quando la mente può sognare.
Era di mattina di un giorno di primavera quando gli ormoni si svegliano ed irrompono prepotentemente facendoti venire tanta voglia di toccare il grilletto che richiede attenzioni senza sosta. La voglia di un solitario era tornata prepotentemente.
Le scuole erano chiuse per vacanza ed era andata a curiosare in soffitta tra le s**tole che contengono quelle cose che non servono mai ma sono ricordi di periodi passati.
Aveva paura di sporcare con la polvere la sua bella gonnellina blu cobalto e la camicetta traforata e ricamata. Eliminata la polvere con uno telo, si era seduta su una sedia e sollevando con lentezza le gambe ha tolto il piccolo perizoma dava inizio alla sua operazione preferita. Nel farlo guardava accuratamente con sguardo carico di voglia la pelle liscia delle gambe slanciate ed i suoi sandali alla schiava senza tacco che erano allacciati alla caviglia e sostenuti ai piedi da una striscetta sulle dita.
Ora stava con le gambe spalancate e la fighetta larga; se la stava menando che era un piacere e quando stava per sbrodare il ditino lo spingeva sul clitoride raggiungendo un orgasmo incredibile.
Era ormai avanti nella sua goduria e nel suo darsi piacere che non si accorgeva della presenza di Elena, una ragazza coetanea che abitava nel suo stesso palazzo. Questa ragazza non le era simpatica forse perché era carina come lei ma più attraente i maschi. Loro due non erano mai andate d’accordo in nulla.
Era da un po’ che Elena la osservava. Anche lei si rifugiava nella soffitta accanto per le sue pratiche sessuali intime. Nel passare davanti alla porta della soffitta di Alice aveva visto la porta che di solito era chiusa e le venne istintivo fermarsi a guardare. Vedeva Alice sgrillettarsi e quei gesti l’avevano arrapata oltre il solito.
Proprio nel momento in cui Alice stava per avere l’orgasmo, Voltandosi verso la porta se la vide davanti che con sguardo estasiato l’ammirava.
Era inutile chiudere le gambe e cercare di nascondere le mutandine, ormai Elena aveva visto tutto e le disse “ ma brava la nostra santarellina che si fa i ditalini in soffitta”
Alice piangeva per la vergogna, per la sua intimità violata e per la scoperta di un segreto da parte di una sua coetanea. Oltre a tutto ciò ci aggiungeva anche l’antipatia per questa stronza che non solo non si faceva i cazzi suoi.
Elena aggiungeva “adesso che lo racconterò a tua madre e alla mia. Voglio proprio vedere che cosa dirai”
Alice era disperata. Già si figurava l’incazzatura della madre e gli schiaffi che avrebbe preso per aver fatto una pratica che i genitori non avrebbero voluto ed anche la vergogna di dover far sapere quello che faceva quando andava in soffitta.
Ad Alice venne spontaneo dire “ti prego Elena, non dire niente a nessuno! Se posso farti un favore io te lo faccio volentieri, ma tu mantieni questo segreto ed io ti ripagherò come vuoi”.
Era la risposta che Elena aspettava la quale entrata nella soffitta chiudeva la porta a chiave e anche lei denudava la sua fighetta togliendosi le mutandine. Poi tono autoritario le diceva “adesso mi fai un ditalino e dopo vediamo che altro puoi farmi”
Le richieste di Elena le parevano eccessive ed aveva un po’ di ribrezzo nell’esaudirle. Non aveva mai fatto o pensato di poter giocare con il sesso di un’altra ragazza. Elena insisteva e le ordinava “o mi fai un ditalino, oppure vado subito da tua madre e le racconto tutto” facendola sollevare dalla sedia per sedersi lei con le gambe oscenamente aperte.
Elena era rossa di capelli e ovviamente aveva i peli della figa dello stesso colore.
Alice non aveva mai visto una figa che non fosse la sua e per di più rossa, era molto pelosa ed inoltre tutto non aveva un buon profumo, ma dal momento che ci doveva mettere la mano iniziava a masturbarla lo faceva male e controvoglia.
A Elena non piaceva il modo come la toccava. Allora e le ha dato pizzicotto sulla guancia dicendole ”lo so da me che puzza la mia figa. E’ da ieri sera che non me la lavo, ma se continui a menarmela così male te la faccio leccare”
A quel punto Alice cercava di sditalinarla meglio in modo che Elena sbrodasse prima possibile.
Adesso sentiva che il clitoride di lei che iniziava a farsi duro ed era piacevole quello che le stava facendo. Avvertiva anche che le stava aprendo la camicetta e, tirandole fuori una mammella, aveva iniziato a leccarla succhiandole il capezzolo facendolo indurire e facendola eccitare nuovamente.
Quella lingua era indemoniata sul suo capezzolo e quasi mentre stava per sbrodare, Elena l’aveva presa per il collo e portava la bocca sulla sua; ormai era quasi inevitabile l’eccitazione totale ed irreversibile.
L’orgasmo era ormai imminente.
Si davano un bacio con le lingue che si attorcigliavano una con l’altra e in più Alice sentiva la mano dell’altra passare sulla fighetta.
Era la fine, Alice allargava le gambe e finalmente produceva una sbrodata abbondante nello stesso momento che veniva Elena.
Per la forte emozione provata si doveva appoggiare alla sedia, mentre l’altra era esanime sulla sedia e respirava a fatica. Dopo un tempo indefinito, si guardavano negli occhi e scoppiavano in una risata rilassatrice che presupponeva ad una amicizia ritrovata e rinsaldata.
Poiché Elena era più diretta, spudorata ed intraprendente le proponeva ”adesso mia madre non c’è in casa. Che ne diresti se andiamo su? prima ci facciamo una doccia e poi si potrebbe ripetere magari a letto quello che abbiamo fatto ora. Così stiamo più comode. A me sembra che ti sia piaciuto, ma adesso non voglio costringerti. Ormai la tua penitenza l’hai fatta e stai tranquilla che non dirò niente a nessuno”
Allora Alice le rispondeva ”Ma sai che ti dico? che anche a me è piaciuto… e poi le cose in due vengono meglio che da sole, non ti sembra?”
Così chiusa la soffitta, Alice avvisava la mamma che sarebbe andata a casa di Elena.
Entrate in casa di Elena, chiudevano la porta e andarono in bagno. Elena lo aveva all’interno della sua camera.
Si spogliatesi fecero una doccia per togliersi di dosso il sudore della fatica sessuale precedente e per eliminare il brutto odore della fighetta di Elena. All’interno della doccia non facevano altro che guardarsi una con l’altra e toccare i loro i corpi belli, giovani e flessuosi.
Alice era biondina e con una terza di seno, bellissime gambe e un bel culetto. Elena il seno più piccolo una seconda, bellissime gambe anche lei, ma il culo pronunciato era uno spettacolo assai attraente.
Piaceva anche ad Alice e lo ammirava anche da prima di questo incontro e ne era invidiosa. Si vedeva da lontano che era sensuale e le consentiva di essere una femmina molto ricercata dai maschietti.
Alice aveva il pube peloso piena di peli, stessa cosa per Elena ma dai peli rossi della sua figa spiccavano di mille riflessi ammalianti come stelle.
Avevano aperto il getto dell’acqua e con il bagnoschiuma hanno iniziato ad insaponarsi.
E’ stata Elena che per prima ha messo le mani in mezzo alla figa dell’amica e iniziando più a masturbarla che a lavarla seguita quasi subito da Alice che ricambiava lo stesso tipo di massaggio che stava ricevendo.
In poco tempo si trovavano abbracciate e a baciarsi con una passione che non credevano di possedere. L’orgasmo le coglieva abbracciate e strette come due amanti infuocate mentre continuavano a lavarsi il seno ed il culo.
Mentre lo insaponava Elena le metteva un dito dentro al buchetto posteriore di Alice. Questo gesto trovava Alice quasi spiazzata; non lo aveva mai provato il dito nel culo ma provava piacere a sentirselo dentro e, quasi per imitazione, aveva fatto anche lei la stessa cosa con Elena. Ma come le aveva infilato il dito dentro sentiva la sua amica godere immensamente. Le era venuto istintivo muoverlo nel buco del culo di Elena e presa dalla frenesia ne aveva infilato un altro.
Nel sentirsi due dita dentro Elena quasi cadeva in terra per il godimento dell’orgasmo che stava provando. Alice le aveva afferrato un seno e lo stava torturando. In quel momento Elena con la bocca spalancata chiedeva un bacio che non tardava ad arrivare.
Anche Alice ormai era preda dell’orgasmo; ora erano insieme vicine ad un orgasmo lunghissimo.
Si stavano slabbrando il buco del culo con le dita che le esploravano velocemente.
L’orgasmo le aveva messe in ginocchio sotto il getto caldo dell’acqua e affannate, ma non ancora soddisfatte una dell’altra, continuavano in quel bacio saffico interminabile.
Poi avevano preferito andare sul letto. Allora si erano asciugate e pettinate e Elena aveva chiesto a Alice ”lo vuoi fare un giochino con me molto divertente?”
Alice anche spinta dalla curiosità le aveva risposto “Dimmi di che si tratta almeno, non dirmi solo un giochino e basta”
Elena dal cassetto del comodino aveva tirato fuori un piccolo vibratore e un falcone di crema bianca, poi si era messa a pecorina sul letto e le aveva detto “. Adesso spalmami bene il buchino di crema, poi ungi bene il vibratore e me lo infili nel culo, poi, mentre me lo muovi avanti e indietro, con l’altra mano mi fai un ditalino. Mi raccomando! Il dito me lo infili un po’ nella fighetta ed un po’ poi mi massaggi il grilletto. Lo devi alternare; così mi fai godere all’infinito. Sai io ho provato molte volte da sola, ma viene male quando comincio a godere mi ho difficoltà a fare tutte le cose insieme ed alla fine non mi piace molto”
Alice poco prima di soddisfare la richiesta di Elena unse poi ungeva anche il piccolo vibratore ed il buchetto rosa esposto senza ritegna allo sguardo dell’amica. Dopo averlo fatto puntava il vibratore al centro dello sfintere del culetto di Elena iniziando a spingerlo dentro e mettendo anche il dito nella figa. A Elena non le rimase che godere di nuovo arrivando quasi a sbrodare
A quel punto Alice le restava che prendere il clitoride delicatamente con due dita e iniziare a stringerlo e rilasciarlo. Questo procurava nella sua partner una sbrodata colossale e dire in continuazione “ti prego non fermarti, continua. Oddio quanto è bello! Continua che mi fai morire!“
Lei sentiva con la mano che la figa le era diventata una fontana abbondante di umori.
Al terzo orgasmo Elena crollò sul letto sudata e affannata, non capiva più niente essendo ancora preda del piacere profondo appena provato.
Alice ormai era troppo eccitata per fermarsi si infilava due dita nel culo mentre iniziava a farsi un ditalino. Non ce la faceva più. Quello che aveva fatto l’aveva portata ad un livello tale che doveva sfogarsi subito. Poi si era seduta sul letto vicina all’amica e le accarezzava il viso con amore fraterno.
Elena, dopo un po’ di tempo, si era ripresa dai molteplici orgasmi provati e aveva fatto mettere supina sul letto la sua amica. Le sollevò e divaricò le gambe tuffandosi letteralmente con il viso in quel bosco leccando la figa veramente bene.
Alice sentì un piacere mai provato. Nessuno le aveva mai leccato la figa e quello che le stava facendo Elena era veramente piacevole.
Aveva iniziato a sbrodare nuovamente senza sosta. Sentiva che gli orgasmi si ripetevano a pochi secondi uno dall’altro e poi sentiva che qualcosa le stava entrando nel culetto: era il vibratore della sua amica. Istintivamente si era allargata le chiappe con le sue mani e non vedeva l’ora di sentirsi quel arnese dentro di se.
Ormai era solo preda di un godimento senza fine. Aveva iniziato a lamentarsi sempre più forte e infine arcuò al massimo la schiena emettendo un’ultima sbrodata crollando sul letto. Era esausta e distrutta ma felice di aver provato la lingua sulla figa e il vibratore nel culo.
Elena le si era avvicinata al viso, lo prendeva tra le mani scambiandosi un bacio tenero dolce pieno di riconoscenza una per l’altra.
Dopo circa una mezzora di effusioni e complimenti Elena le disse “io avrei un’idea che vorrei prospettarti. Nel palazzo accanto c’è una mia amica con cui spesso ci scambiamo ditalini. E’ una bellissima ragazza bionda con lunghi capelli che ha la nostra età. Ormai siamo maggiorenni e nulla ci vieta di divertirci come vogliamo. Io vorrei convincerla a partecipare a un nostro incontro. Potremmo iniziare io e lei e tu nascosta nella camera vicina. Poi improvvisamente esci fuori e ci sorprendi. Così io ho finalmente il modo di incastrarla e mettergli questo vibratore nel culo. Lei non ha mai voluto. Non puoi immaginare che bel culo ha Francesca, questo è il suo nome. Tu non hai idea che piacere mi faresti.”
Preso il telefono la chiamò subito. Alla sua risposta le dava appuntamento per il pomeriggio successivo alle 16 e aggiungeva “mi raccomando che ho una voglia pazza di farmi toccare da te” Chiusa la conversazione mi diceva ”conto su di te. Domani ci divertiremo veramente tanto…. e poi sai cosa ti dico, che domani quando viene io…. ma….. beh! Lo vedrai domani”.

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