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Serata Inattesa

Serata Inattesa
Era un giorno d’inverno. Uno di quei giorni dove la pigrizia la fa da padrona. Spike spesso era avvolto da questo stato mentale che non lascia spazio ad attività di alcun genere. E gli capitava spesso quando non aveva nulla in programma di particolare.
Decise così di scendere a fare due passi prima ancora che calasse il Sole. Attraversò il Viale semi deserto a quell’ora. Giusto un paio di temerari che, sfidando il freddo rigido di quei giorni, andavano a correre nel parco situato lì nelle vicinanze. Spike, avvolto nel bavero alto del suo cappotto nero li guardava con invidia. Quell’invidia bonaria di chi vorrebbe fare lo stesso ma che rimanda quell’oggi al domani e che poi si trasforma in dopodomani e così via.
Raggiunse il bar dell’angolo e si fermò a prendere la sua solita Tennent’s nella speranza di fare due chiacchiere con il barista che ormai conosceva da anni. Qualche minuto dopo entrò alle sue spalle Tania. Una sua vecchia amica di quella adolescenza fatta anche di primi esperimenti sessuali e non solo. Spike la invitò a sedersi al tavolino a bere qualcosa con lui. Lei accettò prendendosi solo un caffè macchiato.
Iniziarono a parlare del più e del meno. Ricordarono “i bei tempi andati” e si raccontarono anche il loro presente. Spike la guardava e non poteva fare a meno di osservare i suoi capelli castano chiaro più lunghi dell’ultima volta che aveva avuto modo di incontrarla. Ma non poteva non osservare il suo seno sempre sodo ricordandosela maliziosamente anche in “altre vesti” che aveva in qualche modo avuto la fortuna di vedere e toccare.
Alla fine della conversazione Spike chiese se lei avesse programmi per la serata. Tania gli rispose che aveva un impegno con delle amiche che volevano andare al cinema e così i due si salutarono. Spike, con quel viso un po’ dispiaciuto di chi avrebbe sperato di trascorrere qualche ora in più con lei oltre a quell’incontro fortuito, pagò il conto. Nel baciarla, il profumo di Tania non fece altro che alimentare in Spike quei pensieri maliziosi che già durante la conversazione non era riuscito a trattenere.
Tornò a casa dopo essersi trattenuto in strada per qualche ora. Una volta a casa organizzò la sua serata cucinando qualcosa che avrebbe poi consumato davanti al televisore seduto sul divano accompagnando il tutto con un calice di vino rosso.
Erano ormai le 22 quando sentì citofonare. Andò a rispondere.
“Chi è?”
“Sono Tania, ti disturbo? Posso salire?”
Spike era un po’ imbarazzato da questo evento inatteso. Aveva casa in disordine e la cosa lo imbarazzava un po’.
“Certo, sali pure.”
Quando aprì la porta la vide. Lei indossava un tubo nero di lana che le arrivava poco sopra il ginocchio, delle calze a rete nere e degli anfibi bassi del Dr. Martens oltre a quel profumo che Spike aveva già avuto modo di sentire al bar quando si erano incontrati.
“Scusa l’ora ma in realtà la serata con le amiche è saltata perché non avevano molta voglia di uscire dato il freddo e così ho pensato di venirti a trovare. Ho portato anche una bottiglia di Primitivo un po’ per scusarmi dell’improvvisata e un po’ perché non sapevo se avessi qualcosa da bere.”
“Non ti preoccupare Tania” – rispose Spike – “nessun disturbo. L’alcool in questa casa è l’unica cosa che non manca mai. Mi dispiace che trovi un po’ la casa in disordine. Alla fine ho fatto un po’ di giri per perdere un po’ di tempo e ancora devo mangiare. Stavo giusto buttando la pasta. Ma tu hai mangiato?”
“Mmm…in realtà no, cosa hai preparato di buono?”
“Ah niente di che, non ti aspettare chissà che cosa. E’ solo un po’ di sugo semplice con un po’ di basilico. Allora butto un po’ di pasta in più e apparecchio anche per te.”
“Grazie ma se vuoi ti do una mano.” disse Tania accingendosi ad andare verso i fornelli.
“Assolutamente no, Tania non ti preoccupare. Prendi pure questo calice di vino rosso che mi ero versato ma che non ho ancora bevuto e nel frattempo io faccio il resto e apro la tua bottiglia di vino. Accomodati pure.”
Spike aggiunse un po’ di pasta in più a quella che aveva già preparato. Prese un piatto e le posate che sistemò sulla tavola e aprì la bottiglia di vino.
“Quindi non capita solo a me di avere momenti di pigrizia. Anche le tue amiche hanno preferito il tepore della casa al freddo della strada” disse Spike sorridendo.
“E già” rispose Tania “ a quanto pare hanno deciso di mollarmi all’ultimo ed io mi ero quasi già finita di preparare. Sinceramente non mi andava di svestirmi di nuovo e a quel punto mi sei venuto in mente tu. Avevo capito che non avevi impegni per la serata e così ho provato a vedere se eri in casa e a quanto pare ho avuto fortuna. Di nuovo scusa per l’improvvisata.”
Quest’ultima parte del discorso Spike non l’aveva neanche ascoltata. Era rimasto lì fermo ad immaginarla svestirsi dei suoi abiti e ad immaginare cosa indossasse sotto in quel momento e soprattutto ad immaginare se indossasse qualcosa realmente sotto.
“Ehi allora è vero che ti ho disturbato, chi tace acconsente!”
“No no, di nuovo…” rispose Spike rinvenendo dai suoi pensieri maliziosi. “Ero un attimo impegnato ad assaggiare la pasta. Non mi hai disturbato, anzi mi ha fatto piacere che sei passata. Comunque qui è pronto, possiamo aprire le danze.”
“E vai!” urlò Tania alzando le braccia al cielo.
I due continuarono i loro discorsi tra sorrisi, racconti nostalgici e sorsi di vino.
Finito decisero di spostarsi sul divano. Presero ciò che restava della bottiglia e nei loro calici e li appoggiarono sul tavolino davanti.
Gli occhi di Spike caddero sulle ginocchia di Tania che nel frattempo si era seduta all’altro lato del divano e la sua mente iniziò ad immaginare di appoggiarle una mano sul ginocchio facendola poi risalire lungo la coscia sotto il vestito. Tania lo guardava senza scomporsi. Anzi, lo guardava proprio con quello sguardo malizioso di chi aspettava quella mossa da parte sua. Spike avvertì, man mano che saliva lungo la coscia, il calore che Tania emanava dal suo corpo sotto le calze a rete e mentre lui spingeva la mano più su e stringeva la parte che accarezzava nella mano, il sangue già aveva aumentato la sua circolazione e il suo cazzo iniziò ad indurirsi. Anche Tania avvertiva un senso di piacere e nel mentre che sentiva la mano di Spike salirle più su, si avvicinò a lui facilitandogli la possibilità di muoversi meglio lì sotto e gli appoggiò una mano sul petto mentre si accarezzava i capelli dietro la nuca tra l’imbarazzo e il senso di piacere di come la serata stesse prendendo piede.
Spike si trovò agevolato nel movimento che Tania aveva fatto. Così con il taglio della mano arrivò a prenderle l’inguine e facendo scivolare ancora la sua mano arrivò al centro della fica di Tania della quale sentiva le grandi labbra. Tania aprì leggermente le gambe e la bocca per il piacere provato in quel momento e si spinse più sotto a lui facendo scivolare quella sua mano dal petto ai suoi pantaloni sentendo la testa dura del cazzo di Spike che pulsava sotto i jeans.
Si baciarono con bacio appassionato. Le loro lingue scivolavano nelle loro bocche e Spike slacciandosi i pantaloni e tirando giù la zip, tirò fuori il cazzo che Tania riprese in mano iniziandolo a scappellare. La sensazione era fortissima e Spike, che ormai poteva sentire la fica umida di Tania, tirò le calze a rete fino a bucarle e con le dita spostò lo slip che lei indossava sotto e iniziò a far scivolare i suo dito medio tra le grandi labbra. Quel dito fu subito avvolto dall’umore caldo che le usciva e iniziava a bagnarla più intensamente. Lei si tolse il tubo di lana che indossava restando solo con le calze e in reggiseno. Spike frastornato la vide risedersi nella stessa posizione di prima, prendergli la mano e rimetterla sulla sua fica mentre lei riprendeva il suo cazzo nella mano. Ancora quel profumo che lo eccitava sempre di più. Allargò ancora il buco delle calze e quando Tania sentì quelle dita di Spike scivolarle sulla fica sentiva che la sua eccitazione aumentava. Poteva sentire il suo umore uscire fuori e quando la fica iniziò a pulsarle, si mise a cavalcioni su di lui. Prese il cazzo di Spike, lo appoggiò al basso ventre di lui e poi gli appoggiò sopra la fica facendolo scivolare tra le grandi labbra come già Spike stava facendo con il suo dito, solo più grosso e più caldo. Spike vedeva Tania muovere il suo basso ventre sopra di lui e quella sensazione era talmente forte che le spingeva il suo cazzo più dentro alla fessura delle grandi labbra per farle capire che aveva voglia di metterglielo dentro e di scoparla. E fu li che Tania, avendo forse capito le sue intenzioni o forse perché anche lei era presa da una gran voglia di sentire il suo cazzo dentro, che si sollevò quanto bastava per poter prendere quel cazzo caldo e duro e metterlo in prossimità della fica. Poi lentamente lo fece entrare. Prima una parte e poi iniziò a muoversi in maniera tale da prenderlo tutto. Fu lì che Spike strinse le sue mani alla vita di lei e iniziò a spingerla più forte sul suo cazzo che entrava in quella fica bollente e che glielo faceva diventare sempre più duro. Lei gli prese una delle mani e se la portò al seno che aveva liberato da un reggiseno nero. Spike avvolse quel seno che gli riempiva la mano e lo accarezzava finché non si decise di prenderlo in bocca succhiando il capezzolo turgido di lei. Andarono avanti così per altri 5 minuti durante i quali aumentarono l’intensità della scopata arrivando a venire contemporaneamente. Si sfiorarono ancora. Si baciarono. Poi lei si alzò facendo scivolare il cazzo di Spike dalla sua fica e si mise di fianco. Insieme al suo cazzo Tania sentiva anche la sborra calda di lui, che le era venuto dentro e che le aveva riempito la fica, fuoriuscire. Si mise di fianco a lui e gli si accoccolò di fianco appoggiando la sua testa al suo petto.
Spike in quel momento si risvegliò da un sonno profondo. Si guardò intorno e vide lui e Tania ancora vestiti nella stessa posizione nella quale lei poco meno di un minuto prima si era messa semi nuda. La televisione accesa, la bottiglia di Tania sul tavolino vuota affiancata da altre due bottiglie che durante la serata i due avevano bevuto e lei sempre accoccolata con la testa sul suo petto. Il tempo di capire cosa fosse successo, Spike vide che Tania stava dormendo ma la sua mano era appoggiata sui suoi pantaloni dove il suo cazzo pulsava ancora per quelle sensazioni provate in quel che alla fine per lui era stato solo un sogno.

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