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Le mie storie 96 (3ª parte)

Le mie storie 96 (3ª parte)
Di positivo nelle vacanze natalizie appena passate c’è stato sicuramente il fatto di stare in famiglia come non succedeva da parecchio tempo. Anche dopo le 3 feste comandate, siamo rimasti quasi sempre in casa insieme a parenti ed amici. Io mi sono riposata neanche sapessi a cosa sarei andata incontro il giorno di Capodanno. Ma prima di raccontarvi del 31, voglio raccomandare 1 volta di più a chi, come me, si è vista diventare, praticamente nel giro di 1 notte, il proprio nipote da bambino a uomo, di fare attenzione ai propri comportamenti e al fatto che i ragazzi di oggi sono notevolmente più svegli di come eravamo noi alla loro età. Io per la verità l’ho capito già quando ha cominciato a raccontarmi dei suoi divertimenti con la zia e la cugina, cosa che poi ho potuto constatare con i miei occhi e le mie orecchie, ma anche senza volerlo, anche in situazioni assolutamente normali, ci si può trovare sorprese e non poco.
Non ricordo se fosse il 29 o 30 dicembre e incredibilmente in casa sembrava scorrere tutto tranquillamente. Nessun movimento strano, nessun rumore o situazione “strana” degna di essere spiata (passatemi la battuta). Immagino che, se qualcosa sia successo in quei giorni, evidentemente sono riusciti a farlo “a mia insaputa”. Insomma, dopo 1 pomeriggio passato con amici a giocare a carte ed altri giochi (io sono 1 campionessa di “taboo” non so se conoscete), dopo aver fatto 1 cena veloce, sono rimasta sola in casa perché Lina è uscita con la sua conquista napoletana, al quale ancora non si era concessa (al momento in cui vi parlo) ed i 2 cugini sono andati a continuare la serata a casa di amici. Dopo essermi fatta 1 bagno con tanto di candele profumate, bagnoschiuma al cioccolato e musica di sottofondo (tutti i regali di Natale), mi sono infilata nel letto ed ho cominciato a guardare 1 film in televisione, quando, ho ricevuto 1 messaggio da Carmine che mi chiedeva se mi andasse di fare 4 chiacchiere. Sinceramente, all’inizio, non è che avessi tutta questa voglia, anche perché a dire la verità, la ferita è ancora profonda, anche se comincia a cicatrizzarsi; poi però, non so neanche perché, ma l’ho chiamato, e devo dirvi con la solita onestà, che non sono affatto pentita anzi. Abbiamo parlato per più di 2 ore, abbiamo riso ed abbiamo pianto insieme (sinceramente non lo avevo mai sentito così come in quel momento), gli ho raccontato che sto vedendo con uno (ma naturalmente non gli ho detto che si tratta di Lorenzo, non sono fatti suoi e comunque non sarebbe stato giusto), e sentirlo geloso mi ha fatto piuttosto piacere. Per la 1ª volta poi, da quando ci siamo lasciati, ci sono state alcune battutine un po’ “indiscrete”, ma entrambi abbiamo fatto finta di niente (almeno al momento). Quando ci siamo salutati, mi sono resa conto che si era fatta quasi l’1 di notte, il tempo era volato ed io, incredibilmente ero sorridente nonostante avessi parlato con lui. In maniera del tutto naturale, cosa che non succedeva da un po’, ho messo la mano nella mutandina ed ho cominciato a toccarmi. I pensieri hanno cominciato a volare da 1 parte all’altra, mentre il piacere saliva. Mi sono tornate in mente le parole scambiate con Carmine, ma nello stesso tempo anche Lorenzo ha fatto più volte capolino nei movimenti delle mie dita che affondavano sempre di più nella micia bagnata. Arrivo all’orgasmo con il pensiero dell’indimenticato “distributore” di Carmine che mi penetra, e mentre la cosa mi fa allo stesso tempo piacere e rabbia, sento aprirsi la porta di casa e rientrare Giacomo e chiara. Avendo vista accesa la luce del comodino di camera mia, i due, dopo aver bussato alla porta, entrano a salutare e mi raccontano velocemente della loro serata particolarmente fortunata (150 € il 1º premio al mercante in fiera). Dopo esserci dati la buona notte, passati 10 minuti, vedo mio nipote Giacomo fare capolino da dietro la porta: avendo trovato sul divano tutta 1 serie di panni da stirare e mettere a posto, mi chiede di dormire nel lettone. Non ho la forza di dirgli di no, anche perché avrebbe significato, dovermi alzare per liberargli il divano ed aprirgli il letto, quindi lo accolgo accanto a me, mentre nonostante siano passati già 1 ventina di minuti dal mio piacere solitario, ho ancora le vampate di calore che mi arrivano dal basso. Il tempo di 2 parole e spegniamo le luci. Con in mente ancora la mia serata “solitaria”, durante la notte evidentemente sogno Carmine (non ricordo cosa facessimo), ma, mentre sono ancora tra le braccia di Morfeo, sento dietro al sedere il classico “appoggio”. Inizialmente non mi rendo conto della cosa, e dopo aver percepito anche il braccio sul fianco, istintivamente mi avvicino come per accoccolarmi e con il bacino mi struscio anche accanto a quel membro evidentemente duro. Per qualche secondo mi rilasso, quasi aspetto che si muova qualcosa alle mie spalle, poi piano piano mi sveglio e lentamente mi rendo conto che dietro di me c’è mio nipote! Scivolo fuori dal letto con 1 velocità del tutto inaspettata, avendo ancora gli occhi semichiusi. Fortunatamente lui ha il respiro profondo e non si è accorto di niente anche se, al contrario, il suo amichetto sicuramente ha avvertito la mia presenza visto che cerca di uscire dal boxer inutilmente. Scampato il pericolo, indosso la vestaglia ed esco subito fuori dalla stanza dove vedo in lontananza Lina che prende il caffè seduta mentre legge 1 rivista. Mi vede scossa ma nello stesso tempo sorridente, le racconto l’accaduto ed insieme ridiamo anche se lei continua a far finta di niente, pensando che io non sappia che lei ha avuto “incontri ravvicinati” con Giacomo. Ribadisco, all’inizio l’ho giudicata male, ed ancora oggi non credo che sarei mai riuscita a fare quello che ha fatto lei con lui, ma sentendo la sua storia, per quanto bizzarro ed assurdo vi potrà sembrare, io mi sono data 1 sorta di giustificazione a questo avvicinamento apparentemente poco naturale, forse morboso, ma in realtà molto materno.
Dopo colazione mia cognata mi racconta che la sera prima è uscita nuovamente con Marco e che ancora 1 volta ci sono state delle coccole spinte ma senza mai arrivare al dunque, anche se a fine serata lei gli ha lasciato per ricordo il suo perizoma. Le do scherzosamente della zoccola e lei risponde che ho ragione mostrando che sotto la sottoveste è ancora senza intimo. Queste cose mi conquistano, vorrei essere come lei, disinibita e libera, senza sovrastrutture, senza paranoie.
Intanto si svegliano i ragazzi, gli facciamo compagnia mentre prendono il latte e ci comunicano l’organizzazione del loro veglione fuori Napoli in 1 villa. Al contrario io e Lina siamo ancora in alto mare, con lei invitata da Marco ad 1 festa, ed io invitata da Lorenzo e da 1 gruppo di amiche da altre parti. Mentre aspettiamo messaggi e posti dove andare, mi lascio coinvolgere nella preparazione dell’abito da indossare; Giacomo esce con i genitori, e noi 3 donne rimaniamo a casa mia a decidere “di che morte morire” come scherzosamente dico alle altre 2. Lina mi mostra ciò che indosserà lei, ovvero 1 vestito blu scuro lungo con 1 spacco inguinale, 1 piccola cintura in vita, la schiena completamente scoperta e 2 fasce a coprire i seni nudi. Come intimo 1 micro tanga naturalmente rosso e autoreggenti di pizzo. Chiara, come tutte le ragazze della sua età è indecisa: vestito oppure minigonna e camicetta? Alla fine sceglie 1 minigonna di pelle con 1 camicetta trasparente bianca che volutamente mette in risalto l’intimo rosso, sia sopra che sotto (anche nel suo caso sceglie il micro tanga). Scarpe con tacco 12 per entrambe e poi ci trasferiamo in camera mia. Nel momento in cui metto piede nella stanza, sono già consapevole che di lì a qualche minuto tutto il mio armadio verrà riversato sul letto e molti dei miei vestiti saranno ridicolizzati nonostante in questi ultimi anni, devo dire sia molto migliorata nell’abbigliamento. Lina subito chiarisce che devono essere messe in risalto i miei punti forti… Ovvero: le tette! Non essendo 1 novità per la sottoscritta, le chiedo se sia meglio mettere oppure no il reggiseno anche perché, faccio presente che, soprattutto se decido di uscire insieme a Lorenzo, dovrei indossare il completino che mi ha regalato. La parte inferiore viene subito approvata e messa da parte, per quanto riguarda il reggiseno, dopo svariate prove si decide di non metterlo (la decisione è collegiale non personale). Per cui, alla fine di svariate prove (neanche mi dovessi sposare), si decide per 1 gonna blu appena sopra al ginocchio, 1 canotta di seta con bretelline sopra ed 1 giacca a coprire. Sotto, azzardo anche io clamorosamente il micro tanga (la cui parte posteriore scompare letteralmente in mezzo alle mie chiappe) insieme ad 1 paio di autoreggenti leggermente a rete.
È pomeriggio inoltrato quando finalmente scegliamo la destinazione del veglione: 1 villa panoramica a Pozzuoli di 1 amico di Marco. Mio fratello e sua moglie si accodano con mio sommo stupore ma altrettanta gioia, io chiamo Lorenzo e gli do appuntamento a dopo mezzanotte. Infatti scegliamo di mangiare a casa dei miei per brindare al nuovo anno con loro. La preparazione comincia verso le 18 con 1 bella doccia profumata, per proseguire poi con la vestizione e il trucco, opera di Chiara, molto molto brava. Il povero Giacomo è costretto a vestirsi nel salone e devo dire che con la giacchetta è davvero carino. Saliamo insieme tutti e 4 raggiungendo mio fratello ed i miei; tanto per cambiare mia madre si supera ai fornelli e devo faticare non poco per trattenermi, ma la serata è lunga e devo tirare praticamente fino all’alba.
Arriva la mezzanotte, i fuochi d’artificio, il brindisi. Dopo poco i ragazzi ci salutano dandoci appuntamento all’indomani mattina. È circa l’una quando il citofono suona e finalmente possiamo scendere. Con la macchina di Marco arriviamo in 1 mezz’oretta a Pozzuoli dove trovo Lorenzo. La villa è davvero molto grande e bella, molto panoramica molto ben addobbata. Ci saranno circa 1 centinaio di persone, metà delle quali conoscenti o amici. Si mangia (ancora), si balla, insomma 1 ambiente molto divertente. Quasi subito perdo di vista mio fratello e la moglie, per un po’ stiamo insieme a Lina e Marco, poi tutti e 4 decidiamo di fare 1 giro per tutta la casa rendendoci conto che è immensa. Saloni dentro saloni, 5 bagni (quelli che abbiamo contato noi) 1+ bello dell’altro, per non parlare delle stanze da letto e non (alcune delle quali chiuse a chiave). Dopo il giro panoramico torniamo giù nel salone centrale, dove finalmente ritrovo mio fratello che mi annuncia che sarebbe tornato a Napoli con altri amici e quindi di rimanere sciolti. Tra spumante e cocktails vari, l’atmosfera si fa più frizzantina; io, pur non essendo 1 grande bevitrice, reggo molto bene l’ alcol così come Lorenzo che ad 1 certo punto mi prende per mano trascinandomi con sé. Da quel momento comincia davvero il mio capodanno, che credo difficilmente dimenticherò.
Dopo esser saliti al piano superiore, il mio cavaliere apre 1 camera, controlla che non ci sia nessuno e poi mi fa entrare chiudendosi la porta dietro. Non è molto grande, ma ha 1 finestra enorme che guarda il mare. Mi porta vicino al vetro, mi abbraccia ed incomincia a baciarmi. Le sue mani scendono subito sulla gonna, tirandola su nel giro di poco;. Mi tocca il culo ed inizialmente crede che non indossi l’intimo, poi si accorge del filo che finisce tra le natiche ed all’orecchio mi chiede se io abbia indossato il suo regalo. Lo allontano per 1 attimo, mi faccio cadere giù la gonna, sollevo leggermente la canotta fino a fargli vedere, illuminata solo dalle luci esterne, il tanga che mi ha regalato. Lui mi toglie la giacca e subito dopo mi tira su la maglia fino a scoprire entrambi i seni, che comincia a palpare con delicatezza ma altrettanta fermezza. I capezzoli diventano subito duri tra le sue dita, mentre ci baciamo comincia a scendere con la lingua sul collo, sui seni e poi si inginocchia davanti alla mia micia. Mi guarda con gli occhi su, mi sorride e poi con le dita sposta quel po’ di tessuto che forma il triangolino anteriore per cominciare a leccarmela come 1 gelato. Mi piego sulle gambe, lui alterna la lingua a 2 dita dentro di me, poi quando sono completamente eccitata e bagnata, si rialza e mi fa succhiare le sue dita intrise dei miei umori. Si toglie la giacca, mi appoggia allo schienale di 1 poltrona e dopo avermi allargato le cosce comincia a scoparmi. Io mi aggrappo letteralmente a lui, che in maniera ritmica entra ed esce da me. Godo come 1 pazza, ma lui non viene ancora, anzi mi gira e riprende a montarmi da dietro, fin quando sento il suo sperma bagnarmi entrambi le chiappe. Raccolgo da terra la giacca e dopo aver tirato fuori dei tovagliolini, mi pulisco e mi rivesto alla bene e meglio. Giriamo la poltrona verso la finestra e mi siedo in braccio a lui a guardare fuori. Parliamo un po’, mi ribadisce che con me sta bene e mi fa capire che vorrebbe fare le cose in maniera più “seria” per così dire. Gli confesso che continuo a sentire Carmine, anche se naturalmente non ho nessuna intenzione di tornarci insieme, vedo che lui ci resta leggermente male e così istintivamente lo bacio sulle labbra. Ricominciamo a toccarci, lui infila la mano tra le cosce per poi cominciare a masturbarmi; sotto la mia gamba sento crescere il suo membro sempre di più, fin quando lo impugno ed anche io comincio a portargli piacere. Al massimo dell’eccitazione, mi sussurra nell’orecchio che ha portato con sé 1 lubrificante, ed io capisco subito che intenzioni abbia. Gli esterno le mie perplessità, dopo tutto il suo uccello è davvero largo, forse troppo per entrare dove vorrebbe lui. Mi chiede di provare, promettendo che farà piano, intanto con le dita mi ha fatto eccitare per bene, tanto di non riuscire a dirgli di no. Ci alziamo dalla poltrona, poi io mi ci rimetto in ginocchio poggiando le braccia su 1 dei braccioli, mentre lui in piedi si mette di fianco all’altro bracciolo. Tira su la gonna, sposta facilmente il filo del tanga di lato, prende il lubrificante e se lo spalma sulle dita. Io sto con il culo in pizzo, sento aprirsi leggermente la parte bassa delle mie natiche e poi i suoi polpastrelli massaggiare il buchetto del sedere. La mia eccitazione continua a salire, le sue mani si spostano sui fianchi, sento la cappella premere leggermente proprio al centro; cerco di rilassarmi il più possibile, lui allarga un poco il buco, poi si ferma, io giro la testa per capire che intenzioni abbia e, proprio in quel momento, sento affondare con decisione il suo attrezzo nel mio culo. Caccio 1 urlo di dolore, si ferma per 1 attimo, poi comincia a spingerlo dentro; mi fa male, gli chiedo di fare piano, ma lui non mi ascolta e continua a fare avanti e indietro. Mi sente gemere, così per 1 attimo lo tira fuori, giusto il tempo per ricoprirlo tutto di lubrificante e lo rimette dentro. Il mio sedere non è mai stato così largo, il suo uccello adesso scivola dentro che è 1 piacere, ed io al dolore comincio a sostituire il piacere. Ad ogni suo colpo lo sento più dentro, so che non è tanto lungo e quindi riesce ad infilarmelo tutto, proprio tutto tanto che i peli del suo pube, mi fanno il solletico alle chiappe. Mi scopa e dice che non ha mai incontrato 1 come me, io lo incito a venirmi dentro e lui poco dopo mi accontenta riempendo di sperma il mio povero culo. Esausto si appoggia sopra di me, mi abbraccia ed io, a mia volta, appoggio le tettone sul bracciolo stanca almeno quanto lui. È ancora dentro, ma piano piano avverto il suo coso rimpicciolirsi per poi venire fuori. Con non poca difficoltà mi alzo, finalmente, e subito sento scivolare fuori dal buco tutto il suo seme. Torno di nuovo a pulirmi e mi rivesto per andare in cerca di 1 bagno dove potermi rimettere in sesto. Usciamo dalla stanza e troviamo appoggiata al muro 1 ragazza che fuma. Ci guardiamo reciprocamente e dopo essersi scambiate 1 sorriso di circostanza ci diamo il buon anno. Ne approfitto per chiederle dove poter trovare 1 bagno, gentilmente mi accompagna fin dentro 1 sala che definire bagno è alquanto riduttivo.. Mentre mi sciacqua la faccia magnificando il posto in cui mi trovo, mi Dice che lei è la padrona di casa (o meglio la figlia della padrona). Ci presentiamo e mi confessa di aver appena tradito il suo fidanzato. Le chiedo se si sente in colpa, mi risponde di no anzi, si dichiara rilassata e felice. Con un po’ di sorpresa, al momento dei saluti mi chiede di vederci l’indomani per 1 caffè dalle parti mie; scambiamo cellulare e ritorno da Lorenzo che mi aspetta fuori dalla stanza. Mi chiede cosa voglio fare, gli confesso che sono stanca e che il sedere mi fa un po’ male. Cerchiamo per un po’ mia cognata, poi chiediamo ad 1 amico mio e di Marco di dirle che sono tornata Lacon Lorenzo. Saliamo in macchina e senza tanti giri di parole, mi dice di avere ancora voglia di me e che vorrebbe venire a casa. Gli spiego che non sono sola e che probabilmente i ragazzi approfittando della casa vuota, saranno tornati prima per divertirsi. So che può suonare come una scusa, in realtà lo sarà soltanto in parte (anche se al momento non lo so ancora). Marpione come non mai, durante il tragitto ne approfitta per toccarmi le cosce e con le dita accarezzarmi la micia per farmi tornare la voglia. In effetti, i suoi tentativi sembrano avere 1 discreto successo, visto che mi sento nuovamente bagnata. Siamo quasi arrivati vicino al portone di casa mia, sto per cedere alle sue richieste quando mi accorgo che sul lato opposto della strada c’è 1 macchina scura che non mi è nuova. Mi prende 1 attimo di grosso panico, intanto Lorenzo si è accorto che sono di nuovo bagnata. Non so come ma ho la prontezza di dirgli di proseguire diritto e non fermarsi, e di arrivare in piazza dove fingo di dover incontrare degli amici. Ci fermiamo, lui tenta nuovamente 1 approccio, arriva di nuovo con le dita all’ingresso della mia micia, lo bacio, lo faccio entrare dentro con 1 dito 1 paio di volte poi con l’eccitazione che comincia a montare, mi ritraggo ed esco dalla macchina. Inizialmente non capisce, gli confesso che ho bisogno di 1 caffè per poi andare a dormire visto che quello che abbiamo fatto alla festa mi ha stancato fisicamente (gli ricordo i miei 43 anni). Si offre di riportarmi a casa, lo convinco di voler fare 4 passi a piedi. Finalmente lo saluto con 1 bel bacio sulle labbra molto lungo e gli prometto 1 altra bella serata. Appena va via, con passo spedito (per modo di dire, visto che davvero mi fa male il sedere) torno verso casa. Arrivata ad 1 ventina di metri dal cancello, rivedo la macchina scura e mi avvicino per capire se le mie sensazioni sono giuste. Si apre la portiera e vedo scendere Carmine. Resto totalmente immobilizzata, non so cosa fare, non so cosa dire; non so se essere contenta oppure arrabbiata, il tutto con la mia amichetta ancora dannatamente bagnata. Mi guarda negli occhi e mi confessa che nel pomeriggio ha deciso che avrebbe dovuto vedermi, quindi ha preso la macchina da Milano ed ha guidato direttamente fino a casa mia sapendo che non mi avrebbe trovata. Gli chiedo da quanto tempo fosse arrivato, mi risponde che sono almeno 1 paio d’ore che è rintanato in macchina aspettando di intravedere la mia sagoma. Istintivamente lo invito a casa, senza sapere chi o cosa troverò; per fortuna non c’è nessuna/o, e, dopo averlo fatto accomodare sul divano vado a preparare 1 caffè per entrambi. Nota subito il mio abbigliamento e mi fa tanti complimenti, io mi siedo volutamente sulla poltrona (a distanza di sicurezza) e ricambio i complimenti dicendogli che l’aria di Milano evidentemente gli fa bene visto che ha perso alcuni chili. Dopo il caffè gli offro 1 serie svariata di dolci che mostra di gradire non fosse altro perché è digiuno dalla mattina. Mentre parliamo mi rendo conto che non mi è indifferente, nonostante tutto quello che è successo. Mi chiede di andare in bagno, lo accompagno in quello della camera mia (che conosce benissimo). Lo aspetto seduta sul letto, quando esce lo guardo e gli dico “e adesso?” Lui scuote la testa, si avvicina con le lacrime agli occhi (come non lo avevo mai visto) e mi ripete più volte di aver fatto 1 cazzata. gli dico che non mi serve sentire queste parole, poi si siede accanto a me, mi guarda e si avvicina per baciarmi. Mi allontano, ma dopo qualche secondo mi rendo conto di non riuscire a resistergli e mi lascio andare alle sue labbra. È incredibile ma sembra la 1ª volta che succede, le sue labbra morbide sembrano sconosciute alle mie; le sue possenti braccia mi avvolgono per stringermi a se, ed i miei seni grossi si comprimono con i suoi pettorali. Tolgo la giacca e le bretelline scivolano giù insieme alla canotta lasciandomi a torso nudo. Carmine si apre la camicia, prende 1 seno con la mano e lo porta verso le labbra che cominciano a succhiar il capezzolo. Chiudo gli occhi ed incomincio nuovamente ad ansimare di piacere; il sesso fatto con Lorenzo qualche ora prima nella mia mente è 1 lontanissimo ricordo, mi ritrovo stesa sul letto con le gambe poggiate a terra. Lui si alza, si toglie pantalone, poi i boxer mostrando fiero il suo uccello lungo lungo e comincia a guardarmi; io non capisco quale siano le sue intenzioni, ma sono pronta a qualsiasi cosa. Si avvicina nuovamente al letto, con le gambe allarga le mie poi le solleva facendo scivolare su la gonna ed in quel momento nota con piacere il mio tanga. Non si scompone, non mi fa domande, semplicemente mi allarga le cosce e dopo avermi tirato a sé, me lo infila dentro. Sono completamente sua, mi scopa come solamente lui è capace di fare, le mie gambe sono alte mantenuta dalle sue braccia, i miei seni ballano al ritmo delle sue penetrazioni appena mi sente venire, viene anche lui dentro di me come a volermi far capire che siamo cosa sola. Finiamo abbracciati l’uno all’altra ed in quel momento non capisco se quella è la fine del nostro rapporto oppure l’inizio di qualcosa di nuovo. Non lo so, non lo voglio sapere; gli chiedo gentilmente di rivestirsi e andare via, non voglio che qualcuno possa vederlo, dopo tutto ciò che è successo negli ultimi mesi. Sono le 6:30 del mattino, ci salutiamo senza nessun appuntamento anche se, mi dice che rimarrà a Napoli per qualche giorno. Mi butto sotto la doccia, poi metto il pigiama e cerco di dormire anche se i pensieri di questo lunghissimo Capodanno si affollano tra loro. Ripenso a Lorenzo, alle sue parole sulla poltrona, allo stesso tempo ho davanti a me lo sguardo di Carmine. Non mi rendo conto del tempo che passa, fin quando non sento girare la chiave della porta d’ingresso. La voce di mio nipote Giacomo dice di fare in silenzio perché vuole controllare se sono in casa; faccio finta di dormire, avverto la sua presenza che fa capolino nella stanza per poi uscire accostando la porta. Sono convinta che sia in compagnia della cugina, invece dalla cucina sento nitidamente la voce di Lina che gli dice di aspettare perché ha bisogno di 1 caffè. Tutto d’1 tratto, ritorno ad essere curiosa soprattutto perché vorrei capire che fine ha fatto la piccola Chiara. Faccio 1 croce sul tentativo di dormire e mi alzo appostandomi dietro la porta con la speranza di capire di più senza farmi scoprire. Mio nipote si alza dal divano e dopo aver raggiunto la zia le chiede di andare nella sua stanza, lei ridendo (evidentemente un po’ alticcia) gli chiede quale siano le sue intenzioni. Apro 1 fessura che mi permette di vedere Giacomo prenderla per le mani, tirarla su dalla sedia e dopo aver messo 1 braccio intorno al collo, cercare di portarla nella camera da letto “degli ospiti”. Lei continua a domandargli che intenzioni abbia, lui chiedendole di parlare a bassa voce, le risponde che vuole solo le solite coccole, visto che al veglione è andato completamente in bianco. Entrano in camera lasciando la porta semichiusa. Nel buio quasi totale nonostante siano quasi le 8 del mattino, esco di soppiatto dalla stanza e cerco di capire cosa succede nell’altra stanza. Con la luce accesa di 1 dei 2 comodini, vedo distintamente Lina sdraiata sul letto, mentre nipote di spalle, con le mani sui fianchi sembra non sapere cosa fare. Poi lei lo invita ad aiutarla a spogliarsi visto che da sola non ci riesce, lui la fa sedere e poi abbassa le fasce che le coprono i seni, lasciandola con le tette al vento tanto che Lina gliele fa ballare in faccia praticamente. Da sola si alza e si sfila la parte bassa del vestito rimanendo in mutandine e autoreggenti. Vedo Giacomo di spalle avvicinarsi per toccarle 1 seno, poi tutti e 2; lei si siede e dopo avergli sbottonato il pantalone comincia a menarglielo con la mano. Giacomo le chiede di continuare, Lina risponda in maniera incomprensibile poi credo gli chieda di mettersi sul letto. Mi allontano leggermente dalla porta, cercando solo di ascoltare, quando rimetto l’occhio nella leggera apertura,, la situazione è completamente cambiata… Vedo mia cognata di spalle, quasi completamente nuda a cavalcioni su mio nipote del quale riesco a vedere solo la parte finale delle gambe poggiate a terra. Inizialmente si muove in maniera strana sopra di lui, ondeggiando a destra e sinistra come se stesse per cadere da 1 dei 2 lati, poi dopo essersi fermata 1 attimo ed avergli detto qualcosa che non riesco a capire, la vedo sollevare leggermente 1 delle 2 gambe per infilarsi dentro il suo uccello. Comincia a muoversi sopra di lui ripetendo “ti piace la zia, ti piace la zia”, sento lui respirare affannosamente rispondendole non so cosa, poi sinceramente decido di andare via, un po’ perché mi sento a disagio, un po’ perché è 1 situazione tanto strana che non riesco a giudicare, nonostante, 1 volta tornata nel mio letto, passi il tempo a pensarci.
Non so come né quando, ma prendo sonno e riapro gli occhi che sono circa le 3 del pomeriggio. Esco dalla stanza e trovo Lina, Chiara, Giacomo, mio fratello e la moglie intorno al tavolo della cucina che stanno mangiando e ridendo amabilmente. È il 1º dell’anno, mentre cammino verso di loro mi torna in mente tutta la nottata appena passata.
Mentre scrivo è quasi la fine di febbraio e tante cose sono successe, ma dovrete darmi il tempo di raccontarle con calma, molta calma.

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